Per un rinnovamento della catechesi

Di Don Massimo LAPPONI.

Introduzione

Ancora oggi moltissime famiglie mandano i propri figli al catechismo per la preparazione alla prima comunione e alla cresima. Ciò significa che i sacerdoti e i catechisti hanno l’opportunità di influire in modo sostanziale sui minori in un’età decisiva della loro crescita e perciò determinante per il loro destino. Ma che uso si fa, generalmente, di questa opportunità? Se teniamo presenti i pericoli, cresciuti negli ultimi decenni in modo esponenziale, a cui sono esposte le più giovani generazioni, dovrebbe esservi, nei catechisti, un’allarmata coscienza della propria responsabilità nell’equipaggiare, con la loro opera educativa, i futuri cittadini del mondo per renderli idonei ad affrontare le sfide dei nuovi tempi. Ma vi è questa coscienza? E se vi è, di quali strumenti disponiamo per far fronte a ciò che essa esige da noi?

Se, come credo, detta coscienza non è sempre presente nei catechisti e se, quando essa vi è, mancano attualmente strumenti adeguati per rispondere alle sue esigenze, sembra opportuno risvegliare nei catechisti un sentimento nuovo della loro responsabilità e, nello stesso tempo, offrire loro i mezzi per poter adempiere efficacemente la loro missione.

Lo scopo di questo lavoro è di venire incontro a queste esigenze. Per prima cosa, dunque, si cercherà di spiegare, con tutta la chiarezza possibile, quale sia l’importanza cruciale dell’età preadolescenziale e adolescenziale per il futuro destino dei ragazzi affidati alla cura dei catechisti, per poi proporre una catechesi rinnovata, non nelle dottrine della fede, ma nel modo di presentarle quali realtà niente affatto estranee agli interessi dei giovani alunni, ma, al contrario, inseparabilmente implicate nelle loro più personali esperienze e decisive per guidarli ad una vita felice.  

Le moderne scienze psicologiche e neurologiche confermano e approfondiscono un dato tradizionale: determinante per tutto il futuro del bambino è già il periodo di gestazione nel grembo materno, e ugualmente lo sono i primi mesi e anni di vita. Infatti, tutto ciò che avviene a livello psico-fisico nella madre – e quindi nell’ambiente in cui essa vive – si riflette nel bambino. Perciò, le emozioni, il tono della voce della gestante e di quanti la circondano, la vita tranquilla o agitata, i suoni armoniosi o disarmonici: tutto concorre alla formazione del generando. Analogamente, dopo la nascita, il bambino è ancora in uno stato in qualche modo fluido: gli avvenimenti fisiologici di accrescimento sono rapidissimi, il suo sistema organico e neurologico è in espansione e si modella tramite il confronto con il mondo che lo circonda. Esperienza della concretezza del mondo, dello sforzo, del peso, del freddo e del caldo, di immagini, suoni e voci, del carattere delle persone e delle loro reazioni, in primis, ovviamente, della madre: tutto concorre alla formazione del modo di essere del bambino.

La rapidità degli avvenimenti fisiologici a poco a poco rallenta, fino alla raggiunta maturità psico-fisica, intorno ai vent’anni. Per questo il bambino ha l’impressione che il tempo trascorra lentamente, ricco di sensazioni sempre nuove, mentre al vecchio, in cui non vi sono più importanti mutazioni fisiologiche, il tempo sembra trascorrere velocemente e con monotonia. Da ciò consegue che i primi vent’anni circa della vita hanno un impatto fortissimo sulla psiche e si ricordano sempre con grande vivacità e con nostalgia, mentre gli avvenimenti successivi, per quanto importanti possano essere, non hanno mai la stessa profonda risonanza.

Ciò mostra quanto siano determinanti, per il destino di ogni essere umano, i primi mesi e anni di vita e quanto il bambino, ancora “impreciso” nei suoi contorni, sia plasmabile, ed effettivamente plasmato, proprio, e propriamente soltanto, in questo periodo iniziale e fondamentale della sua esistenza. Mesi e anni preziosi, dunque, che i genitori e gli educatori hanno il dovere di valorizzare con la massima sollecitudine.

E ovviamente tra gli educatori a cui incombe questa grave responsabilità, un posto speciale spetta ai catechisti.

Rinnovamento_Ben

Rinnovamento Benedettino

Centro Teologico BENEdettino Blog

ctbene.wordpress.com

Annunci