IL CANTO GREGORIANO NON È UN RIEMPITIVO

Di Aurelio PORFIRI.

Vivo al centro di Roma e mi capita di andare a Messa in alcune bellissime chiese e basiliche romane. Ora, lo stato della musica sacra, come ho detto a più non posso, è veramente deplorevole. Una delle cose che ho notato è che alcuni pensano che cantare un canto gregoriano tra le altre canzoni anti liturgiche possa salvare la situazione. In realtà non solo non la salva, ma forse la peggiora. E già, in quanto il confronto fra la sobrietà del gregoriano e la falsa allegria di quelle canzoni rende l’atmosfera ancora più penosa. 

“Ho visto cose che voi umani…” potrei dire riferendomi alla frase presa da un famoso film. Ma in effetti è proprio così, ho visto nelle Messe che viene cantata qualunque cosa. Ma c’è anche un fenomeno interessante. In effetti nella maggioranza delle parrocchie oramai c’è il “radicamento del brutto”. Cioè si preferisce l’usato sicuro, quei canti che orami da decenni ci ammorbano e che sono divenuti, in un certo senso, “tradizionali”. Quando vedo le vecchiette cantare “Le tue mani son piene di fiori” mi chiedo come possiamo essere arrivati a questo. E il canto che ho citato non è certo tra i peggiori in quanto l’autore, pur non capendo la vera musica sacra, aveva almeno una formazione musicale. Ma non basta quella per fare musica sacra.

Dicevamo dei canti gregoriani come riempitivo. Si cantano i rimasugli della cultura post conciliare e poi a un certo momento il Sanctus in canto gregoriano. Salva la situazione? No di certo. Per esaltare la musica liturgica, il canto gregoriano dovrebbe essere accompagnato con brani congrui, polifonia o in lingua vernacolare. Mi ha sempre colpito la mancanza del senso dell’eleganza che si riscontra oramai in tante nostre liturgie. Ora che siamo in tempo di Pasqua, dopo aver sentito “Risuscitò, risuscitò, risuscitò, Alleluia” che starebbe veramente bene in un film di Sergio Leone con Clint Eastwood vestito da cowboy che corre in groppa al suo cavallo incontro al tramonto, come posso poi ritornare ad un senso liturgico autentico solo perché alla fine mi ci schiaffate un Regina Coeli?

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